Ricchezza delle famiglie? No, debiti

Altro che ricchezza delle famiglie italiane, ci sono solo debiti: le famiglie per andare avanti sono sempre più costrette a chiedere prestiti, dove andremo a finire?

La crisi morde i risparmi degli italiani costretti di conseguenza a pescare nel gruzzolo dei risparmi privati. Quelli che ciascuno di noi con tanta fatica ha messo da parte nel corso degli anni. Laddove non è più possibile attingere, si ricorre ad altre forme di finanziamento privato. Fino ad oggi l’Italia era tra i paesi d’Europa a minor indebitamento ma negli ultimi due anni le cose stanno cambiando. Il terzo Report curato dall’Associazione Bancaria Italia (ABI) fornisce in materia dati aggiornati al secondo trimestre del 2010. Nel periodo preso in considerazione, l’incidenza del debito finanziario complessivo delle famiglie consumatrici sul loro reddito disponibile è stata pari al 47 per cento, contro il 46 per cento % di marzo 2010 e del 34% dello stesso mese del 2005.

Il maggior grado di indebitamento si registra nelle famiglie del Centro (50 per cento), seguite da quelle del Mezzogiorno e del Nord (46%). La crescita media dell’indebitamento delle famiglie è stata negli ultimi dodici mesi di 4/5 punti percentuali nel Centro-Sud e di 3 punti nel Nord. In una indagine condotta dal Movimento consumatori e contenuta nel dossier SOS Famiglie in Rosso, possiamo invece vedere le varie forme di indebitamento cui hanno fatto ricorso le famiglie italiane. Il periodo si riferisce al 2009 e in base a quanto riportano i dati, gli impieghi bancari sono cresciuti del +4,8 per cento, trainati soprattutto dai finanziamenti per l’acquisto di un’abitazione (+6,2 per cento) ma anche dalle diffuse situazioni di difficoltà le cui maggiori dimensioni son confermate dalla dinamica del tasso di insolvenza: cresciuto in dodici mesi dal 2,4 per cento al 3,2 per cento (tra i più alti in Europa insieme alla Spagna). Interessante anche il dato che fotografa la situazione dei bilanci familiari. Secondo la ricerca infatti, la percentuale di intervistati che dichiara di avere un bilancio in pareggio è del 45 per cento mentre dichiarano di essere in difficoltà a coprire le spese mensili il 28 per cento degli intervistati, che afferma quindi di avere il conto in rosso.

Dato significativo, spia di una certa fatica nell’affrontare il tema della gestione delle risorse finanziare che spinge molti a vie di finanziamento privato, anche se dal questionario promosso dall’associazione emerge che il 45 per cento degli intervistati non ha mai fatto ricorso al credito al consumo e la percentuale di chi ne ha fatto ricorso spesso e occasionalmente rimane piuttosto contenuta attestandosi rispettivamente all’8 percento e all’11 percento. Un dato, questo, contradditorio rispetto a quelli diffusi recentemente dell’Associazione Bancaria Italiana che dal 2005 al 2010 ne ha registrato invece un aumento di circa il 70%, ma che può essere spiegato con la mancanza nei consumatori di una reale conoscenza di questo strumento e quindi con l’incapacità di riconoscerlo e sceglierlo consapevolmente. Con riguardo alla finanziarie invece la situazione che emerge dall’analisi del campione sembra più realistica: il 51 per cento delle persone intervistate dichiara infatti di averne fatto ricorso.

Ricchezza delle famiglie? No, debitiultima modifica: 2011-03-09T15:15:36+01:00da ricco654
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Un pensiero su “Ricchezza delle famiglie? No, debiti

  1. la crisi è stata aiutata dal malgoverno! perciò a gran coro
    domandiamo le dimissioni del governo…quel governo che pensa hai suoi interessi e non alle difficoltà dei cittadini!

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